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domenica, 21 giugno 2009
Ecce, igitur.
Trattenendo le parole dentro di me, non mi disperdo.
E cresco.
Come un fiore che avessi sempre piantato fuori, di me.
Ora è dentro.
E non può esser rubato.
venerdì, 15 maggio 2009
Io.
Io.
Metto un punto. All' Io.
Ogni volta che metto la virgola, scivola distratto su di te, sulla tua eco di accoglienza che, tolta, mi strappa parte di me.
Metto un punto. All' Io.
E gioisco di me. E lascio correre le parole su me.
Sì.
lunedì, 04 maggio 2009
parole
non possiamo delegittimare le parole
dal loro senso univoco e profondo,
possiamo nasconderci dietro di loro come maschere
finte
come dietro la calza del prete cui chiedere perdono.
Non a me.
(parlando con Claire)
domenica, 03 maggio 2009
fatalitaten
ora come ora c'è solo silenzio. silenzio che come un'altalena oscilla fra vecchi ricordi e nuovi rancori, giovani speranze e felici perdoni.
c'è, più di ogni cosa, la sensazione di star bene, stasera.
E, sì, lo ammetto, vorrei averti accanto.
Ma lo saprà solo qualche malcapitato lettore.
domenica, 26 aprile 2009
sproloquio banalitaten
il mondo è un infinito composto di 4 colori.
il blu, dei tuoi pensieri.
il giallo, della tua allegria.
il verde, della tua spontaneità e speranza.
il rosso, della tua forza e della tua passione.
Tutte insieme fanno il bianco, senza di esse vivi il nero.
Infischiandotene della fisica e dei 4 luoghi comuni che hai scritto, ubriaco e un po' di vino, e ancora lei nei tuoi pensieri.
giovedì, 23 aprile 2009
"magari la favola di chi prende il volo dal tetto più alto della città, qualche volta, è destinata a prendere quota. più spesso finisci con le ossa rotte".
clandestina, nei commenti.
Io non so, non so più dirvi, come la penso. A volte la penso, e so le mie colpe, e i miei errori, e so che la cerco, come un sogno oramai perso. So che non è colpa mia, e non è colpa sua, ed è in fondo colpa di entrambi. Quando sto bene la detesto, perchè non è a ridere con me; quando sto male, perchè mi manca il suo sostegno. Quando fingo nulla, e chiamo, pieno di entusiasmo, e non risponde, e ci vuole un mese, per parlare, in fondo la capisco, che ha paura, e la detesto, perchè so che di paura non dovrebbe averne.
Ha ragione, profondamente. E ha torto, altrettanto profondamente.
Vivo con un sorriso, oramai, che è quello sempre più forte anche quando non risponde.
Un giorno prenderemo il volo dai nostri sogni oramai in frantumi.
E saremo farfalle libere.
mercoledì, 15 aprile 2009
il fiore di Arbatax
Come il fiore di Arbatax, io vi chiedo di coglierlo, senza chiedervi chi sia. Io vi chiedo di prenderlo, sulla fiducia. Non chiedetevi chi sia, cosa e se sia, infine. Non esiste, neppure. E' il vostro sogno : siete voi, che dovete regalare a lui l' esistenza.
viscontessa
il finale è tutto. semplice come scopare felici. quando si dice "scopare" per il timore che "far l'amore", poi, ce lo rubi qualcuno. Viva la primavera. E il rum!
sabato, 27 settembre 2008
no title
sì, ho proprio bisogno di scrivere. scrivere per sfuggire al silenzio, per sfuggire al tuo silenzio e far sì che non sia il mio. Un silenzio ignoto e non sereno, in cui più mi stacco e più trovo me stesso, trovo le mie forze, il mio sorriso. Un silenzio che però, tanto è più lungo, tanto mi separa da te. Interrompe ciò che dovevamo ritrovare : la comunicazione. La fiducia. A volte penso sia meglio così, fortificarsi lontano per parlare poi con serenità, a volte no. A volte vorrei il tuo abbraccio. A volte vorrei solo che mi avessi detto "voglio stare un po' sola", senza scomparire così, dall' oggi al domani, come una nuvola bassa. E più non ci sei più sono forte, ma una forza che ha il suono sordo della stupidità, di chi tira avanti per la sua strada fatta di egoismo anzichè cercarti. Ma cercarti è sempre più piegarsi, e se tu non fai un passo, un solo passo verso di me, non ha senso, perchè perderei qualcosa che conta : me. Perderei anche qualcos' altro che conta : te. Ma ho bisogno di sentire che questo è lo stesso pensiero che vale per te. Ho voglia di sentire quel passo che dica : "io ci tengo a noi". Mi basta quello, e lo scrivo qua, dove non lo leggerai mai, perchè non ha senso chiederle, certe cose. Ma fa male sapere che ci sono e che non vengono fuori solo perchè non abbiamo più avuto l' occasione di poter stare del lungo tempo assieme. E di questo, di questo sì, te ne faccio una colpa. E su questo, su questo sì, non posso transigere : se dobbiamo incontrarci, se dobbiamo parlarci, non può essere fatto a spizzichi e bocconi, ma se ci si parla ci si parla, e se si ha voglia di stare in silenzio, ugualmente, lo si comunica. E' questa la fiducia, è questa la comunicazione. E nessuna vela di creta colorata. Sei sciocca, e fragile, lo so; ma sono fragile anch'io, e mi detesto nel non saperti abbracciare con la serenità che mi hai chiesto, con la serenità di chi sa che lo ami. Ma sai cosa ho dovuto affrontare, e cosa affronto ancora. E ogni volta quella cosa mi spezza la fiducia in me stesso, e se non ci sei tu a ricordarmi la verità, fa molto più male, fa male vedersi sottrarre un sentimento bello dalla paura. Una paura già l'ho superata. Scrivere qui. Ci ha rubato già abbastanza, quella cosa, non lasciamo che ci rubi tutto. Io so quello che ho dentro al cuore, anche se è coperto dai "non me ne frega un cazzo" e dai porco dio e dalle bestemmie che gridano "amami" e tu a dirmi "sei tu che devi amare te stesso" e mi fai incazzare quando lo dici, perchè non sei la mia analista, sei la persona nel cui abbraccio voglio perdermi e perdere l' equilibrio. Son bravo a stare in piedi da solo. Molto bravo. Ma è un equilibrio da stupidi. Ecco, quando penso a queste cose -che fortunatamente nessuno leggerà- mi girano le palle, ma proprio tanto. E invece che guardare te devo guardare me, devo cercare in me l' amore. E il bello è che lo trovo, e poi mi sento stupido a scrivere cagate. Mi sento stupido a scrivere. Mi sento incazzato e basta. E allora comincio a correre. Correre e scrivere. E trovo me stesso. E perdo te.
pazienza.
pazienza, mi dico. se ci tieni, torni. se non ci tieni, non torni. e pazienza. ma fa rabbia, fa rabbia sapere quello che c'era nel tuo e nel mio cuore e sapere che è solo un muro di lontananza e dolore che l'ha portato via. Sapere che è lì dietro, lì dietro questo muro sordo di comunicazione, in cui poi non riesco più a cogliere me stesso. Il vero me stesso. Quello che ci crede, quello che parla, spensierato, che nessuno gli cagherà in testa. Io non voglio vivere la vita come una lotta. Li ammazzo tutti, là fuori. Non mi fanno paura. Ma a casa, almeno a casa, voglio esser sereno.
intanto, pensiamo a costruirla, una casa.
Meglio : penso a costruire la mia casa.
giovedì, 25 settembre 2008
Ho bisogno di scrivere, scrivere, scirvere. Ho bisogno di sfuggire a questo silenzio assordante, a questo silenzio muto, a questo sfogo in cui tu non ci sei, in cui questo silenzio senza voce dice che non ami, dice che non mi ami, dice che non mi ami ed è come se mi dessi il valore che mi dai, il valore che mi do, il valore che mi dai è il valore che mi do, il valore che mi dai è il valore che mi do, e no, io ho bisogno di andare in fondo, in fondo, fino in fondo e risalire, ma andiamo ancora giù.. lo so che mi vuoi bene, ma quando c'è il silenzio, quando c'è questo silenzio, quando so quello che ho detto, quello che c'è stato senza mai esserci fra noi, quando so tutto quello che non siamo mai riusciti a dirci, io vomito il mio dolore e bestemmio, bestemmio perchè non sei qui, bestemmio perchè non c'è scritto "tesoro" sul telefono e cosa vuol dire "tesoro" se tu non ci sei, se quello che era così importante importante più di tanto non è ? parlami, parlami, e invece no, invece no, ti butti dentro quei tuoi fottuti silenzi in cui è inutile gridare, inutile arrabbiarsi, e più uno si arrabbia più tu ti cacci dentro, e lo so che dovrei tenere la calma, lo so che dovrei esser forte, ma come faccio senza di te, se io non ci sono, se quello che mi hai detto mi ha distrutto, se ha demolito tutto quello che sento e provo, se ha demolito la fiducia, se ha demolito la fiducia, la fiducia che ci saremmo parlati, qualunque cosa succedesse..
e ho bisogno di dire porco dio dio cane porco dio, un porco dio che faccia uscire tutto il mio dolore, tutto il mio dolore per questo silenzio assordante che sei diventata, per questo silenzio che non posso infrangere, perchè sarai distratta, perchè sarai di corsa, perchè sarai fra i tuoi mille impegni, e non ti accorgi che mi umilia, e invece di abbracciarti mi arrabbio e tu non capisci e mi fai stare ancora più male.. e allora vaffanculo, vaffanculo perchè non sai mettere un noi in mezzo, sai solo mettere un io, quando io ho solo voglia di abbracciarti, ma mai così, mai. Piuttosto mi spezzo, ma non mi posso piegare anche questa volta, no. E soprattutto, quello che mi fa male, è che sto diventando duro, cattivo, quando io non sono così..
Non sono affatto così...
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